ITA | ENG
20 September 2022

Caro energia, Freddi ottimizza le risorse ma il tema è il futuro

La corsa dei prezzi dell’energia mette in seria difficoltà le imprese, soprattutto quelle che non riescono a differenziare la produzione. Matteo Freddi spegne le celle frigorifere e riflette sul futuro

Cella-frigorifera-caro-energia-Freddi

Sorry, this entry is only available in Italiano.

Contro il caro energia servono sì interventi di contenimento dei prezzi, ma soprattutto uno sguardo attivo sul futuro del sistema produttivo. Oggi le imprese sono messe a dura prova e il settore ortofrutticolo, dopo la raccolta e la lavorazione, in molti casi si trova a dover fronteggiare la necessità di conservare adeguatamente il prodotto. Di mezzo ovviamente ci sono i costi energetici che, nell’arco di solo un anno, si sono triplicati. Nel caso delle cipolle o dello scalogno l’utilizzo delle celle frigorifere è ampio per riuscire a rispondere alle richieste del mercato durante tutto l’anno. I costi per l’energia gravano sui produttori, i trasformatori e i distributori, che ora lanciano l’allarme. 

Gli aumenti fuori controllo mettono in discussione lo stoccaggio dei prodotti ortofrutticoli e di conseguenza la sopravvivenza delle aziende, soprattutto quelle che si sono specializzate e hanno maggiore difficoltà a differenziare la produzione. 

“In questo momento si tirano i remi in barca – spiega Matteo Freddi, responsabile commerciale di Freddi Prodotti Ortofrutticoli – ma il rischio di sbagliare è dietro l’angolo. Si pensa a fronteggiare l’emergenza, ed è giusto, ma l’argomento che dovrebbe essere all’ordine del giorno è il futuro. È evidente che questa situazione ha aperto una falla nel sistema produttivo. E questa falla penso sia molto più ampia di quello che può apparire limitandosi a ragionare sui costi dell’energia e sul loro contenimento”. 

    TAGLIO AI CONSUMI DELLE CELLE FRIGORIFERE

Alla Freddi Prodotti Ortofrutticoli tra i dipendenti si promuovono da anni buone pratiche e l’utilizzo dell’energia elettrica è ottimizzato. Gli impianti, come anche un semplice nastro trasportatore, non vengono mai lasciati accesi inutilmente. Ora si evitano anche i picchi di consumo energetico.

“​​Abbiamo sperimentato – precisa Freddi – un nuovo utilizzo delle celle frigorifere considerando l’orario e le condizioni climatiche dell’ambiente. Tutto per contenere la spesa senza pregiudicare la qualità dei prodotti. Durante la notte, dalle ore 22 circa alle 6 del mattino, le celle frigorifere sono meno necessarie e quindi abbiamo deciso di spegnerle. Nell’arco della giornata, poi, le celle funzionano un 30% in meno”. 

A fronte di questa scelta e per garantire la qualità del prodotto, nell’azienda di Sant’Ilario il controllo è costante. “Stiamo monitorando costantemente l’umidità e le temperature ottimali – aggiunge Freddi – e, per non compromettere il prodotto nelle giornate più calde le celle sono rimaste accese. Quando invece è possibile facciamo scendere gradualmente le temperature affinché si possa abbassare il consumo energetico. Ciò che resta un’incognita è il futuro ed è su questo che è necessario lavorare”.

    LA VISIONE DI UN FUTURO A LUNGO TERMINE

Di fronte all’emergenza energetica sono auspicabili provvedimenti come quello di dilazionare le spese degli investimenti, i mutui, le spese correnti, l’abbattimento degli oneri di sistema, ma il problema da risolvere è ben più ampio secondo Matteo Freddi. 

“Di fronte a questa situazione – continua Freddi  – non c’è stata una levata di scudi. Si può correre ai ripari, ma il tema vero è immaginare ciò verrà. Questo significa anche cambiare necessariamente ottica, cambiare il sistema produttivo, pensare al fatto che non si può essere dipendenti energeticamente dall’estero o se lo si vuole è necessario avere le risorse e i provvedimenti adeguati per sostenere l’economia nazionale. E questo discorso si connette anche con una visione del mondo e del sistema produttivo che consideri un apparato valoriale, compresa la tutela del lavoro e dei prodotti, un prezzo etico. Considerare questi aspetti significa anche costruire le basi per un’economia più forte, in cui i consumatori possano recuperare una capacità d’acquisto che negli ultimi anni risulta fortemente indebolita. Prima degli aspetti tecnologici, comunque preziosi per tutti, è necessario una riflessione, un’idea chiara di che cosa significhi realmente progresso e sostenibilità”.